Chiacchiere

Elogio della pasta col tonno e del tonno in scatola tutto

5 Luglio 2018

Quand’è stata l’ultima volta che l’hai mangiata? ?

Guardala. Osserva il colore rubino del succo di pomodoro che luccica di sapore grazie al tonno e alle uniche due acciughe che hai salvato dalla muffa del frigorifero ?

Ascoltala. Senti il rumore delle penne rigate che schioccano l’una contro l’altra e, ingorde di quel sugo ricco di trancetti di tonno, si incollano e scollano tra loro con quel caratteristico pop dei piatti sugosi ?

Assaporala. Masticane una forchettata che ti riempie la bocca e che più la addenti più sprigiona il suo sapore, mentre il sugo schizza sul palato e il tonno si infila tra i denti e ai bordi della bocca persistendo come un carattere impossibile da cacciare e che chiama immediatamente una nuova forchettata e giù… subito pronto a inforcare la seconda tornata! ?

La pasta col tonno fa suo il merito più grande degli artisti eterni e degli affabulatori professionisti, del resto anche questi artisti nell’imbonire le folle: la capacità di valorizzare la merda ?

Sì, perché più il tonno è infimo, più la pasta al tonno è delizia.

Il sugo si deve legare, il tonno deve offrire poca resistenza e sciogliersi nel pomodoro confluendo in un tutt’uno cremoso e coeso, quasi una spuma ariosa con le fibre della carne che la sostengono e la incapsulano.

Pensa a quei bei tranci di tonno tutti d’un pezzo, esposti con orgoglio in vasetti di vetro anziché nelle più pudiche lattine, restii ad essere maciullati e così pieni di sé da non voler rinunciare ad un poco della loro personalità per il bene superiore del piatto.

No, quei bellimbusti di pesce non si legano con il pomodoro, se lo lasciano scivolare addosso, mantengono compattezza, lucidità e dignità; per carità, sono gli artefici primi della disfatta di un piatto talmente colto e sicuro di sé da non avere mai bisogno di essere arrogante, che anzi è capace di affermarsi [affamarti] e di farsi amare da ogni ceto proprio in virtù della mediocrità dei prodotti di cui si nutre.

Ma la pasta con il tonno è solo la punta di diamante di un ricettario di sopravvivenza che ruota tutto intorno al prodotto ittico industriale meglio progettato nella storia dell’uomo.

La sua invenzione è arrivata appena dopo quella che consentiva di sterilizzare le lattine in cui è conservato e il primo stabilimento al mondo a inscatolare tonno è nato nel 1878 in Sicilia, a Favignana.

Senza quella geniale invenzione oggi non solo non avremmo modo di goderci i giorni di festa con gli amici radunati attorno al tavolo, ma nemmeno potremmo esperire quei connubi di sapori da bassissimo ceto sociale come fagioli e tonno e tonno e piselli, che regalano soddisfazioni enormi al palato e al portafoglio (del Sig. Caprotti & eredi).