Chiacchiere

Lista della spesa base per uomini single che invitano donne a cena

23 Ottobre 2016

Intendiamoci, anche se avete una vita di merda perché non rimorchiate nemmeno all’Esselunga sapete benissimo da soli cosa dovete comprare per sopravvivere, e sappiamo tutti che sono poche cose e ben specifiche. La maggior parte delle quali surgelate. Il problema è che sopravvivere non basta, perché quando inviterete nel vostro tugurio una donna, la stronza aprirà il frigo e, statene certi, farà la stessa faccia che fanno tutte le donne quando aprono il vostro frigorigero: un misto di sdegno, compassione e inquietudine.

Inutile dirvi che non va bene, ecco perché ho preparato una mini lista di stronzate inutili che però dovete comprare e tenere da qualche parte in bella vista. Cose che probabilmente non userete mai, perché ditemi voi cosa cazzo ve ne fate dello zenzero, però vi aiuteranno ad attutire quello sdegno tipicamente femminile alla vista della vostra dispensa.

Bene, iniziamo.

Zenzero, se non lo aprite si conserva per tanto tempo. Non so a che cosa serva, ma è bene tenerne almeno un pezzo per questioni di rappresentanza. PS: non provate a mangiarlo così, non saprà di Dixan come quello che vi servono al ristorante giapponese. Il processo per trasformare lo zenzero che comprate in quello che vi servono con il sushi mi è oscuro e credo coinvolga la chimica nucleare che io non ho mai studiato quindi taccio.

The di differenti tipi, non fate l’errore di comprare solo l’English Breakfast Tea come ho fatto io, vi prenderanno per un disadattato. Comprate una di quelle scatole con gusti misti, apritela e buttate via una o due bustine per tipo, lasciando dentro qualche carta strappata e vuota, sembrerà che lo abbiate comprato per berlo per davvero, cosa che probabilmente vi toccherà fare quando lei lo scoverà. Se prendete anche le tisane avete vinto tutto.

Voi probabilmente siete come i primitivi e non sapete cucinare cose particolarmente complesse: unire la salsa BBQ all’hamburger è già un piatto “lavorato” per quanto mi riguarda, mentre trasformare i ceci in una salsa cremosa da unire alle polpettine piselli e menta fatte al momento è pura fantascienza a cui tutt’oggi non credo fino in fondo. Comprate scatole di ceci che si conservano per decenni, piselli surgelati, fagioli azuki secchi e altre cose così per un valore di non più di 10€. Considerateli un investimento al pari di un quadro dell’Ikea da appendere in camera, hanno un valore puramente estetico per voi.

Accessori da alta cucina: dado Star, lievito Paneangeli per i dolci, chicchini di cioccolato. Se mai capiterà che la stronza di turno vi dica “dai cuciniamo qualcosa” al posto del più arrapante e sperato “ho voglia di pizza”, è necessario che ci sia tutto quello che le serve anche se non sapete cosa sia. Tanto quel “cuciniamo” significa “ti faccio la grazia di cucinare per te” e lei lo sa benissimo. Però non bisogna farsi trovare impreparati, dover correre al supermercato a 10 minuti dalla chiusura vi obbligherà a dover pensare ad una strategia per salvare la serata. E noi non vogliamo pensare, lo sappiamo.

Spezie. Le spezie sono il tocco finale, sono il ricamino sul cappuccino, sono il quadrifoglio disegnato sulla schiuma della Guinness. Si conservano per decenni anche se hanno una data di scadenza, che vi consiglio di cancellare subito con il pennarello appena le portate a casa, per evitare di doverle ricomprare tra dieci anni. Anche qui, compratene tante e apritele tutte, rovesciando parzialmente il contenuto nel lavandino, sempre per far sembrare che le usate per davvero.

Yogurt. Dura poco quindi dovete essere sicuri che la tipa non vi pacchi e soprattutto essere certi che ne valga la pena. Se è vegana su questo punto potete risparmiare. Se lo comprate dovete invitarla per almeno 4 o 5 giorni di fila e farglielo trangugiare per colazione, prima che diventi gorgonzola e trasformi tutto quello che avete in frigo in una specie di cadavere putrefatto.

Altri errori da non commettere: quando lei vi dirà “ce l’hai il *nome di qualche farina del cazzo sconosciuta dell’Angola*” non fate la faccia da ebete e fingete di sapere di cosa parla. La risposta migliore è “ne vado ghiotto per questo l’ho finita, cazzo”. Subito dopo andate in bagno e googolate.

Cose da imparare: i krauti non esistono come pianta, sono cavoli lavorati in qualche laboratorio chimico dove probabilmente c’è dentro Walter White che li trasforma da “cavoli” a “krauti”.

Dettagli: il volume che le birre occupano nel frigo dovrebbe essere al massimo 1/4 di quello speso per ospitare cose inutili. Se ogni volta che aprite una birra fresca la sostituite con una bottiglia nuova presa dalla dispensa non è poi così traumatico. Alla fine ci si abitua e diventa un gesto meccanico.

Grazie a tutte le mie amiche che hanno salvato i miei pasti impedendomi di finire intossicato al pronto soccorso. Vvb.

PS: ricordatevi che essere voi stessi, in cucina, davanti ai fornelli, è IL male.