Supposte bollenti: speciale 2012! - Andrea Lombardi
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Supposte bollenti: speciale 2012!

ATTENZIONE SUPPOSTE BOLLENTI - Inserire con cautela!
Il ritorno del Dr. Marras e delle sue supposte.

Supposte bollenti: speciale 2012!

Non c’è molto da dire, ormai son passati quasi tre anni dal caro buon vecchio 2012. Alcuni dischi però mi sono rimasti nel cuore, ho pensato così di far loro un piccolo tributo e vista l’occasione speciale, ho deciso di tentare qualcosa d’insolito, che in realtà non è molto di più che “immagini a caso”. Nel senso che ho voluto descriverli lasciando agli album tutto lo spazio che meritavano, eliminando quasi completamente raziocinio e grammatica. A volte ci sono dei collegamenti tra le frasi e le parole, molto più spesso no. Quel che rimane è molto simile a quanto succede quando ti cade la saponetta nella doccia: sai che non c’è nessuno dietro ma il culo lo stringi lo stesso.

Leggetele ascoltando la musica che descrivono, fatelo velocemente, abbuffatevi. Se sbagliate a leggere non tornate indietro e spero che riusciate ad assaporare parte di quelle succose immagini che mi sono apparse quando le ho scritte.
P.S. Troverete tante cose stupide, non chiedetevi il perché, non lo faccio neanch’io.

Admiral Sir Cloudesley Shovell – Don’t Hear it… Fear it!

– Signor capitano, oggi ha davvero un profumo gradevole. Il pane raffermo – Il sale le dona un aspetto granitico. Guardare ma non tostare. – Mi rimangio tutto quello che ho detto, e lo vomito nel cielo. Alla luna piace ballare e non si stanca mai. Mani bianche. Ossa nere. Frusta oro. Culo rosso. Pizzi, merletti, sbuffi, maniche larghe. – Terra! Col fucile, le pinne e le occhiaie. Niente di tutto questo ha a che fare con l’oro. La vanagloria della semina.

Ancestors – In Dream and Time

Una clessidra fluttuante sopra la testa. L’orologio si ferma. Arancione, scuro. Il pendolo che continua a scandire ogni secondo, ormai senza tempo, sostituisce il battito cardiaco. La voce si trasforma in sequenze indistinte. Tre. Due. Uno. Fumo. Tutte le strade portano al coma. – Vorrei stendermi, in verticale. Acqua. Ascensione. Specchio. Contatto.

Baby Woodrose – Third Eye Surgery

Svegliarsi in un campo di lavanda. Un bisturi arcobaleno. Il mondo a fette, rigorosamente biscottate. Le braccia non servono, le gambe sono un peso, la testa è ingombrante. – Eppure posso volare. E cadendo esplose in un mare di schizzi fluorescenti e appiccicosi.

Black Breath – Sentenced to Life

Il colluttorio che ti va di traverso. – Spacco tutto. Defecare mon amour. La famiglia è importata. Dormire sui sassi. Camminare sui carboni ardenti. – È il momento giusto di godersi uno spuntino, autoprodotto. Gianni Morandi e i suoi amici delle giostre fanno bullismo di alta qualità.

Elder – Spires Burn

Un mare morbido, peloso. Onde lente conciliano il sonno. Creature alte, sottili, ricurve, misteriose. L’ombra della sera. Occhi illuminati di verde. – Toglietemi tutto ma non il cuscino. Piume nel vento. – Quella montagna si muove, ha gambe, braccia e un’enorme bocca piena di archi dentati. Pantaloni senza tasche: un’inutile invenzione. Dentrificio tra le mani. Un applauso espressionista.

Goat – World Music

– E se fossero i piatti a suonare le scimmie? La foglia di fico non è mai passata di moda. Una jam nella giungla. Un pugno di sterco. Dormi sepolto in un campo di guano. – Mi sfugge il senso di dover star nudi dentro a un torrente ma lo farò con piacere.

Golden Void – Golden Void

Camminare sotto una pioggia di meteoriti. La terra ha deciso di spostarsi ed andare un po’ più vicina al sole, forse troppo. È tutto così giallo, terribilmente giallo. E sfocato. – Svegliatemi tra una mezz’oretta. Un faro nella nebbia. La Luna di giorno. Il latte alla vaniglia. Lo è la catalana. Stomaco caldo. Mani. Freddo. Torta. Panna. – Crema? – Avevo detto mezz’ora. Gigi è in casa, finalmente.

Graveyard – Lights Out

Baffi. Elefanti. Fenicotteri. Serpenti che ti sussurrano nelle orecchie. Le fascette anti sudore. Le salviettine umide. Gli occhi rossi. La coperta pungente di lana. I vestiti a strappo. I bicchieri di whisky. I bicchieri di vino. I bicchieri di ieri, bevuti oggi. – Voglio bere ancora. Il ciclo della vita. Una giostra che va. Probabilmente un calcinculo. L’orsetto impiccato. Un altro giro. Un’altra storia. Un’altra vita. – Forse domani, oggi dormo.

Herder – Horror Vacui

Willy il coyote riesce finalmente a catturare Beep Beep, gli tira il collo, lo trascina fino a casa, lo schiaffa sul tavolo, lo violenta, gli strappa le zampe a morsi, lo rasa a forza di pugni, lo butta sul fuoco, si stanca di aspettare e se lo mangia ancora crudo.

Horseback – Half Blood

– Ecco cosa succederebbe se fossi un albero e fossi anche incazzato. La mosca che non ti fa dormire, che nel sogno diventa un drago. Ecco il corpo di Cristo. – Chi è Cristo? E dopo tre giorni risorse, con un fungo in una mano e nell’altra una bottiglia grappa. – Non avrai altro Dio all’infuori di Merzbow.

Neurosis – Honor Found in Decay

Casper viene sciolto nell’acido e soffre come un cane. Bullismo premamam. Otto sotto un treno. Il Marchese de Sade si diverte al seminario. La pasta al forno crematorio. Volevo un gatto nero, tu me l’hai dato in bianco ed io non ci sto più. Il conte Vongula colpisce ancora, in 3D.

Ronin – Fenice

La palla di pelle di pollo. Un bagno di Frizzy Pazzy. Il ventilatore che mi scompiglia la calvizie. Il barbiere di tua figlia. – Come sei buono, Pizza. – Il castello è mio e ci gioco io. Nido di rondine. Salsa agrodolce. Salsa di soia. – Vorrei un toast al foraggio per il mio cavallo. – Da quando Lancillotto prende quella roba non è più lo stesso.

Unsane – Wreck

Strapparsi i capelli uno ad uno con una pinzetta per sopracciglia. – Non sono affatto contento dei tuoi voti, Agamennone. Grattarsi gli occhi. Raschiare il fondo del barile. – Non confondere la merda col pan grattato. La polpetta simpatica: sono tutte buonissime ma in una c’è nascosto un ago. – Chi sarà il fortunato? – Posso provare io ad aprire il barattolo? – Ecco svelato il mistero di Tunguska.

Wheelfall – Interzone

– Camminavo per la strada quando un aereo in fiamme attraversò il cielo. L’acqua sta finendo. – Sarebbe il caso di dare una controllatina al motore. Pecore robot. Cani elettrici. – Di questo passo, dove finiremo? Palle di fieno spinato. “Una volpe con un cappello mi apparve in sogno e mi disse di proseguire, mi svegliai con delle ruote e rotolai accanto ai miei fratelli. Sparimmo nella nebbia e non ci voltammo mai indietro. L’ombra si faceva sempre più grande e sapevamo che prima o poi ci avrebbe trovato. Casa nostra era lontana e via via che il tempo passa il concetto stesso di casa perdeva significato.”

Wight – Through The Woods Into Deep Water

Picnic con lo zombie. – Mi passi qualche gamberetto in salsa cocktail per favore? Saluta i tuoi e bacia i miei. La morte del cigno. – Stasera cigno in salmì. – Per sapere l’età dell’albero ti basta contare i cerchi. – Non è lo stesso per i cigni. Lo stagno. La palude. La zanzara. Lo schiocco. Il sangue. Le risa. Il riso. Freddo. Cippoline, funghi e maionese. – Il cimitero è dove le verdure crescono meglio.

Wo Fat – The Black Code

L’ira di poseidone si abbatte sul mar Morto: zero vittime. Viaggiando per il cosmo, persi nello spazio, lo spazio più profondo, lo spazio tra i denti – lo spazio io! Mi dispiace di non avervi ascoltato, stavo mangiando roba luminosa. Costrizione. Costipazione. Le mutande di liquido Non-Newtoniano.

Wovenhand – The Laughing Stalk

Una porta socchiusa ai confini del sole. – Persino San Pietro ha la coda di paglia. Il totem ha una forma fallica. – Hoka! Il piumaggio è importante. Bisonti. Salmoni. Trote. Torrenti. – Il primo premio va a… Dio! Complimenti, vuoi dire qualcosa? – Mah, sinceramente non è che me ne freghi più di tanto, un giorno ci sei e quello dopo non ci sei più. Balla coi luppoli. Dormi coi cinghiali. – Le setole mi accarezzano le orecchie. – Grazie della splendida serata.

© Copertina, Wo Fat / The Black Code

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