The Impossible Project, un progetto possibile - Andrea Lombardi
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The Impossible Project, un progetto possibile

Per tutti gli affezionati alla Polaroid: il progetto dell'Impossible è divenuto realtà! L'Impossible Project ci insegna a non lasciare che ciò a cui teniamo muoia, continuando a inventare e creare, credendo fermamente in ciò che vogliamo.

The Impossible Project, un progetto possibile

L’Impossible ci insegna a non lasciare che ciò a cui teniamo muoia, continuando a inventare e creare, credendo fermamente in ciò che vogliamo…

Gli scetticismi iniziali di chiunque ne sentisse parlare qualche anno fa, si sono rivelati del tutto infondati. Fortunatamente per tutti gli affezionati alla Polaroid, l’ambizioso progetto dell’Impossible Factory, è divenuto realtà.

Per capire l’importanza di quanto sono riusciti a realizzare, dobbiamo ritornare al 2008, quando a giugno la Polaroid annunciò il fallimento e, di conseguenza, la fine della produzione di macchine istantanee e pellicole.

Per tutti gli amanti di questo supporto fotografico fu il dramma. Da allora partì una caccia che continua ancora oggi, in tutti i negozi vintage e su tutti i siti internet, alle ultime pellicole rimaste disponibili sul mercato, anche scadute, da acquistare in stock per impedire che il loro sogno si frantumasse.

Ma non si sapeva che già la compagnia Impossible Project, fondata da Florian Kaps, André Bosman e Christian Lutz, aveva dato il via alla propria missione il cui obiettivo era di impedire che migliaia di fotocamere perfettamente funzionanti diventassero obsolete, a causa dell’assenza di pellicola.
Ad ottobre i tre co-fondatori con i macchinari acquistati della Polaroid stessa, si installarono nell’edificio nord dell’ex stabilimento della compagnia fallita, in Olanda, pronti a lavorare per ricreare una pellicola nuova e migliorata, per perpetuare la vita delle istantanee.

Nel 2010 riuscirono a proporre al mercato sia pellicole in bianco e nero che pellicole a colori, che potessero venir utilizzare per quasi tutti i modelli di “vecchie” Polaroid, salvando più di 300.000.000 macchine analogiche istantanee dall’estinzione.

Per crearle è stata impiegata una nuova formula, ottenuta studiando le vecchie pellicole e sperimentando nuove idee: questa formula porta ad ammirare risultati ancora più interessanti rispetto alle antenate originali, poiché permette di ottenere atmosfere molto particolari, maggiore nitidezza e colori spesso virati a una tonalità specifica e inaspettata, a seconda delle condizioni di scatto.
Le nuova pellicola risulta comunque più sensibile delle precedenti. Per precauzione, per ottenere risultati soddisfacenti ed evitare che il lavoro finale si rovini, è necessario infatti tenere l’istantanea al riparo dalla luce appena questa viene espulsa dalla macchina, poiché è inizialmente ancora troppo sensibile. Inoltre essa va possibilmente coperta in modo che ci sia anche calore, intanto che l’immagine prende vita comparendo sulla superficie, ed asciuga. Pochi accorgimenti facili da seguire insomma, con un po’ di attenzione.

Quello che l’Impossible ci ha proposto è un prodotto totalmente valido, nuovo e accattivante.
L’unica pecca è il prezzo un po’ elevato: un caricatore con 10 pellicole costa circa 22 euro.

Ci sentiamo in dovere di ringraziare di cuore l’Impossible Project, con questo progetto verificatosi possibile e positivo! La loro lotta e il loro lavoro sono da apprezzare soprattutto perché hanno permesso la sopravvivenza del mito noto a chiunque, quello dell’immagine istantanea, affascinante e intrigante, che non si può ridurre a una semplice foto-ricordo, ma diventa spesso e volentieri un mezzo artistico di eccellenza anche per i più grandi fotografi, tra cui, ad esempio, Helmut Newton.

Impedendo che anche questa branchia della fotografia andasse perduta, con il galoppante avanzamento del digitale, ormai completamente diffuso, ci viene offerta la possibilità alla varietà, alla sperimentazione, al gioco. Possibilità non da sottovalutare nel mondo dell’immagine attuale, in cui sembra che tutto sia già stato realizzato, visto, riproposto, e ripetuto fino allo sfinimento.

L’Impossible ci insegna a non lasciare che ciò a cui teniamo muoia, continuiamo quindi a inventare e creare, credendo fermamente in ciò che vogliamo, come hanno saputo fare Florian André e Christian.

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