Avete ampiamente rotto il cazzo.
Avete rotto il cazzo ai pensionati. Ai lavoratori con le pezze al culo. Alla gente che deve andare in un fottuto ospedale marcescente, per fare una TAC che il Servizio Sanitario Nazionale gli ha garantito dopo otto mesi di attesa. Gente che non ha i soldi per rottamare il diesel Euro 3 - che non può più circolare - per sostituirla con un’ibrida del cazzo, e così si trova costretta ad andarci in autobus, in mezzo agli immigrati bastardi amici vostri che la vogliono rapinare.
Avete rotto il cazzo a quelli che devono lavorare, e che per questa ragione si devono spostare. No, non quelli che lo stipendio lo ricevono comunque, ma i liberi professionisti, gli artigiani, quelli che se non lavorano perdono soldi veri.
Maledetti pezzi di merda bastardi, i vostri continui scioperi che inchiodano il Paese non sono uno sfregio “ai padroni” (o quelli che, essendo voi cani, chiamate così), ma sono una violenza verso chi non si può permettere di non fare un cazzo come fate voi parassiti.
Oltretutto, care sanguisughe reazionarie (questo siete), i vostri scioperi non sono mai serviti a nulla. Non avete ottenuto niente, e infatti continuate a lagnarvi delle stesse cose da che ho ricordo. E da che ha ricordo il mio intero albero genealogico, per quanto in profondità lo si scavi.
Dunque, lo sciopero non serve a un beato cazzo, se non a massacrare chi sta più in basso di voi nella catena alimentare. È inefficace, altrimenti non scioperereste di continuo sempre per le stesse cose, quindi lo possiamo classificare come strumento inutile (anzi, dannoso) e di conseguenza eliminare.
Appuntamenti che saltano, rinvii, spese inutili per sopperire al vostro merdoso mancato lavoro, tutto si traduce in ricchezza che viene sgretolata in tutta la nazione, a discapito dell’intera società.
Siete quindi anche antisociali e individualisti, insomma corrispondete all’immagine di coloro che voi chiamate “fascisti di merda”, e che ci ricordate sempre essere buoni soltanto se morti, o appesi a testa in giù.
Avete rotto il cazzo, è priorità italiana eliminare un diritto anacronistico che contribuisce a impedire lo sviluppo del Paese, e che danneggia la collettività a vantaggio di nessuno.
È necessario abolire il diritto allo sciopero e, se necessario, reprimere con qualsiasi mezzo - e con qualsiasi grado di forza - qualunque tentativo di resistenza alla più urgente delle riforme: quella che serve per abolire il ricatto dei potenti, che sono coloro che possono permettersi di scioperare.
Per un esproprio proletario del diritto di sciopero.



Da pendolare da 40 anni ormai recito il tuo stesso mantra tutte le settimane. Dico cose persino peggiori.
Io ho scioperato perché non mi pagavano. È vero forse è servito a poco, ma fare finta di niente era peggio