Andrea Lombardi

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Fabrizio Quattrocchi: ucciso dai terroristi, sepolto dagli italiani

Una storia che nessuno conosce davvero

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Andrea Lombardi
mag 31, 2026
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Questa è una storia che tutti crediamo di conoscere, ma di cui nessuno sa niente. Una storia piena di misteri, ancora oggi irrisolti.

«Vi faccio vedere come muore un italiano».

Una frase che si ricordano tutti quelli che hanno vissuto quei giorni. Era il 2004, ed eravamo abituati a sentire al tg - quasi tutti i giorni - di qualche malcapitato rapito e poi ucciso brutalmente in Iraq.

Di solito gli staccavano la testa con un coltello, mentre lui si dimenava come un tonno appena pescato.

E poi i video delle esecuzioni finivano su internet, a disposizione di chiunque. Famose sono le immagini di Nick Berg mentre viene decapitato, quelle di Daniel Pearl, di Paul Marshal e Kim-Sun-Il. Il copione era sempre lo stesso: lunghi proclami in arabo da parte del plotone di esecuzione, e poi il macabro rituale, praticato con un coltello alla bell’è meglio.

Sorte solo leggermente migliore era toccata a Fabrizio Quattrocchi, un italiano, un contractor, da qualcuno chiamato mercenario. A lui la testa, per fortuna, era stata risparmiata. Ma non la vita. Lui era stato ucciso a colpi di pistola, uno in testa e uno nel petto.

Ma con lui le cose erano andate diversamente da come i suoi rapitori avrebbero voluto.

Ecco la storia ufficiale: Quattrocchi viene sequestrato la mattina del 12 aprile 2004, insieme agli altri contractor (o forse solo aspiranti tali) Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio. Loro saranno liberati 58 giorni dopo, Fabrizio invece no.

I terroristi lo uccidono due giorni dopo il sequestro, il 14 aprile. Lo hanno bendato e fatto inginocchiare in una fossa scavata nel deserto. E poi gli hanno sparato, usando la sua stessa pistola.

Già il 15 aprile i giornali riportano quelle che sarebbero state le sue ultime parole: «Ti faccio vedere come muore un italiano».

Il Paese, come sempre, si divide.

Qualcuno inizia a dire che quella non è la frase che Quattrocchi ha davvero pronunciato, perché in realtà lui aveva detto “Vi faccio vedere come muore un camerata”. Quel fascista di Quattrocchi.

Ma la verità non si può ancora sapere, perché il video dell’esecuzione di Fabrizio Quattrocchi, a differenza di tutti gli altri sgozzati come animali, Al Jazeera decide di non pubblicarlo. Troppo cruento, dicono.

Strano, visto che la testa di Nick Berg, penzolante dalla mano del terrorista che tutto contento gliel’ha appena strappata, con tanto di filamento di midollo osseo che penzola dal collo, l’hanno pubblicata senza problemi.

La verità è che quella frase, pronunciata con voce ferma da Fabrizio, appena dopo aver espresso la richiesta di togliersi la benda, ha scompaginato i piani dei terroristi. E pure quelli di Al Jazeera, che dei terroristi si era fatta megafono.

Quella esecuzione non era più utile come materiale di propaganda. I terroristi, infatti, non sapevano in quale fogna fosse sprofondata l’Italia. Altrimenti il video l’avrebbero usato, se solo avessero saputo che quel “Vi mostro come muore un italiano”, anziché diventare il grido di un Paese, sarebbe diventato lo slogan utilizzato per sputare sulla memoria del defunto Fabrizio Quattrocchi e alimentare l’eterna divisione nazionale.

Ma l’Italia è così, e neanche i peggiori terroristi se lo potevano immaginare.

«Vi faccio vedere come muore un italiano».

Parliamo di questa storia misteriosa, in questa puntata speciale della mia newsletter.

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