La guerra per occupare la giustizia (referendum a rischio?)
La Piovra sta facendo di tutto per sabotare la riforma della giustizia
Hanno paura di perdere il potere. Terrore di perdere il controllo della giustizia, di cui sono padroni assoluti da decenni.
La Piovra vuole continuare a far crescere la sua metastasi più importante. Quella che impedisce più di tutte al resto dell’organismo di funzionare come dovrebbe.
Sono spaventati dalla separazione delle carriere, e sono terrorizzati dal sorteggio che porrebbe fine al gioco politico delle correnti della magistratura.
Spendono milioni di euro per diffondere propaganda basata su falsità, nel silenzio dell’AGCOM, nel silenzio dei Comuni (responsabili delle affissioni, che spesso fanno rimuovere le pubblicità per motivi molto meno gravi).
Questo cartellone, per esempio, è una manipolazione totale della realtà che distorce i fatti e compie terrorismo informativo.
Non è previsto (né può esserlo, né lo sarà in futuro) alcun controllo dei “giudici” dalla politica. E, per essere chiari, neppure dei Pubblici Ministeri. Cosa che, comunque, avviene nel resto dei paesi civili, compresi quasi tutti i paesi europei.
Ma, in ogni caso, anche se sottoporre l’azione dei magistrati inquirenti al Ministero della Giustizia sarebbe una misura di civiltà, in Italia non è prevista e non potrebbe in ogni caso essere attuata con questa riforma.
Perché per farlo bisognerebbe stravolgere l’articolo 104 della Costituzione, cosa che non è assolutamente prevista dalla riforma Nordio.
Art. 104 prima della riforma: «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.»
Art 104 dopo la riforma: «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente.»
Se, dopo la riforma, qualcuno volesse davvero sottoporre l’operato di PM o giudici all’esecutivo, dovrebbe comunque ricominciare da capo tutto l’iter di modifica costituzionale.
Il fronte del No, La Piovra, non sta solo bombardando il cervello dei cittadini riempiendogli la scatola cranica di sterco, sta anche cercando di rinviare la data del voto.
E lo sta facendo con un’efficacia sensazionale. Con numeri da paura. La macchina da guerra che La Piovra ha perfezionato per anni è ancora lì, è ben oliata, e macina chilometri ogni giorno.
Il Comitato del NO ha promosso il referendum
Vi spiego come stanno cercando di prendere tempo, nel tentativo di allontanare di qualche settimana il referendum, e nella consapevolezza di avere così tanta potenza di fuoco mediatica da essere in grado di ribaltare la percezione dell’intera nazione.
Al momento la riforma vedrebbe in vantaggio il fronte del sì, secondo i sondaggi. Se il voto fosse oggi, probabilmente passerebbe.
Ma La Piovra ha in mano tutto: chiesa, televisioni, giornali, influencer, aziende, agenzie stampa, musicisti, attori, cinema, teatri e social network.
Il tumore ha corrotto ogni angolo dell’informazione.
È solo questione di tempo. Con un po’ di giorni in più, La Piovra potrebbe davvero ribaltare la situazione. La macchina da guerra mediatica si è già avviata, serve solo un po’ di tempo per travolgerci.
Quando la riforma è stata approvata bisognava chiedere l’indizione del referendum, e per farlo ci sono tre modi:
può chiederlo un quinto dei membri di ciascuna camera
possono chiederlo cinque consigli regionali
può chiederlo il popolo raccogliendo 500.000 firme
Siccome le forze politiche che hanno promosso la riforma hanno la larga maggioranza in Parlamento, i membri di Camera e Senato hanno indetto il referendum sfruttando la prima opzione.
Ma nel frattempo La Piovra ha raccolto anch’essa 500.000 firme per chiedere lo stesso referendum. E non era affatto scontato.
Le hanno raccolte con una velocità fulminea, in due settimane di anticipo rispetto al termine massimo.
E adesso ci sarà uno scontro giuridico. Il Governo vuole andare al voto il 22 e il 23 marzo, ma La Piovra vuole farlo slittare più in là possibile, in modo da avere il tempo di bombardare e plagiare gli italiani.
La parola ora spetta al TAR del Lazio, che dovrà decidere a fine mese se annullare il decreto con cui il Governo ha fissato le date del referendum.
Inoltre, la Corte di Cassazione deve valutare il testo del quesito proposto da La Piovra, che è diverso da quello proposto dal Governo, perché è più dettagliato. Più preciso.
Lo scontro è solo all’inizio, e a decidere chi lo vincerà saranno gli stessi membri di quella magistratura su cui la riforma vorrebbe intervenire, strappandoli al controllo de La Piovra.
Come finirà secondo voi?
Raramente si vince contro La Piovra. Sarà questo il caso?


